Chi sono i selvaggi
?!
Chi si difende lottando oppure chi ha sfasciato, e continua
a farlo, i servizi pubblici !?
I lavoratori dell'Atm di Milano hanno
dato il via con lo sciopero particolare dell'1 dicembre, poi hanno continuato
quelli di Brescia, Genova, Torino, Firenze, Venezia, Roma, Livorno e di tante
altre città. Dopo 2 anni di una vertenza a perdere (le controparti avevano proposto
12 (!) euro lorde di aumento medio mensile per stipendi medi da 800 a 1.250
euro), questi lavoratori sono stati costretti a far sentire la loro voce rompendo
i lacci e i lacciuoli della legge antisciopero (la 146/90, peggiorata poi con
la 83/2000).
Gli autoferrotranvieri hanno, così, obbligato governo, associazioni padronali
e sindacati confederali, a misurarsi concretamente sulla vertenza e ad avviare
una vera trattativa. Il 20 dicembre un primo accordo, definito dagli stessi
lavoratori "indecente", perché al disotto dei 106 euro previsti (come
recupero dell'inflazione programmata e reale dal 2000) e dell'una tantum
di vacanza contrattuale.
Gli autoferrotranvieri hanno ripreso in mano la vertenza con gli scioperi, i
presìdi, i blocchi, le manifestazioni. In alcuni casi è persino intervenuta
la polizia, perché neppure le precettazioni erano sufficienti a "convincere"
i lavoratori a riprendere il lavoro. La mobilitazione contro l'accordo del 20
dicembre rappresenta la volontà reale della maggioranza dei lavoratori! Non
occorre, quindi, alcun referendum, perché nei fatti i lavoratori si sono già
espressi.
Le proteste di dicembre (tali da far partire la trattativa) e quelle a seguito
dell'accordo del 20 (tali da rinviarlo al mittente), hanno avuto carattere di
massa, con la partecipazione della quasi totalità dei lavoratori. Queste adesioni
mostrano che qualsiasi lavoratore, di qualsiasi categoria (e tra questi anche
coloro che hanno subìto disagi e si sono lamentati), in quella situazione concreta
e in quelle condizioni avrebbe partecipato senza tentennamenti alla lotta!
Il 9 gennaio di nuovo la mobilitazione della categoria (promossa dai sindacati
di base) con l'adesione allo sciopero estesa a tante altre città, grandi e piccole:
del Friuli, dell'Umbria, della Puglia, della Sicilia ...
Il 12 gennaio i lavoratori dell'Atm di Milano e di Brescia sono scesi ancora
in sciopero nonostante la precettazione del prefetto. Questa categoria di lavoratori
ha avuto il coraggio e la determinazione di ribellarsi alle leggi di uno Stato
che lega loro mani e piedi ed in questa fase, pertanto, rappresenta il punto
più avanzato nella difesa degli interessi di classe dei lavoratori. Dobbiamo
esprimere loro solidarietà e sostegno per contrastare chi li vuole isolare,
scoraggiare, denigrare e reprimere.
In queste settimane gli autoferrotranvieri sono stati attaccati da governo,
forze politiche e politicanti, associazioni padronali e istituzioni, che prima
hanno minacciato provvedimenti punitivi e sanzioni penali esemplari per far
cessare le lotte (operazione fallita) e poi hanno diffuso il messaggio pubblicitario
che la lotta "illegale" (come sono soliti definire ciò che a loro non
conviene) non paga.
Infatti, lor signori sono fortemente preoccupati per il fatto che quel tipo
di lotta possa generalizzarsi ed estendersi ad altre categorie di lavoratori.
Gli autoferrotranvieri hanno lottato per difendere il salario, i diritti, la
dignità e per questo sono stati bollati come selvaggi. Selvaggi, invece, sono
chi li prende per il c... da due anni e chi in questi anni ha ridotto il servizio
pubblico allo sfascio, con continui guasti, sovraffollamenti, ritardi quotidiani,
incidenti permanenti e aumenti delle tariffe!
Il disagio di un giorno, o di alcuni giorni, provocato da una giusta lotta non
è minimamente paragonabile (e va nella direzione opposta) ai disagi che i pendolari
e gli utenti sono condannati a subìre per tutto l'anno a causa di una politica
che ha devastato i servizi pubblici.
L'esperienza degli autoferrotranvieri favorisce le possibilità di lotta di altre
categorie di lavoratori, difende le condizioni dei pendolari e degli utenti
dall'aggressione che subiscono quotidianamente al loro diritto a un trasporto
sicuro, efficiente, pubblico.
In questi anni anche noi ferrovieri
abbiamo lottato contro la privatizzazione del servizio, per la sicurezza
e la qualità del trasporto, contro un contratto che taglia posti di lavoro,
diritti e conquiste, che peggiora le normative e l'orario di lavoro. Anche in
ferrovia la situazione è drammatica: continui guasti, ritardi e incidenti, ore
e ore di lavoro straordinario, aumento degli incidenti mortali. In due giorni,
il 19 e il 20 dicembre, sono morti tre lavoratori (due macchinisti a Viterbo,
un manovratore a Calambrone) e a Pisa S.Rossore è deragliato un treno merci,
danneggiando un Eurostar in transito e solo per un puro caso non ha causato
un disastro!
Chi ha avuto il coraggio di denunciare pubblicamente i disservizi e di solidarizzare
con i pendolari e gli utenti, che sono i primi a subirne le pesanti conseguenze,
è stato perseguito dalla dirigenza Fs, come accaduto ad un delegato Rsu di Genova,
colpito da 10 giorni di sospensione o come ai 4 ferrovieri licenziati in questi
giorni per aver sollevato problemi sulla sicurezza nella trasmissione di Rai3
Report. Le punizioni cosiddette esemplari vanno estendendosi, con giorni
di sospensione dal servizio contro quei lavoratori che, per far partire il treno,
di fronte al menefreghismo dell'azienda Fs, chiedono che siano garantite, come
da normativa, le condizioni a tutela della sicurezza e della salute di viaggiatori
e lavoratori. Quando hanno difficoltà ad assumere provvedimenti contro i ferrovieri
che pretendono il rispetto delle norme di sicurezza, anziché sostituire le vetture
insicure a viaggiare, non trovano di meglio che sostituire d'ufficio questi
lavoratori con altri disponibili.
Questi dirigenti e funzionari di Stato mostrano non solo la loro irresponsabilità
nei confronti dell'utenza ma anche la loro arroganza giocando, in nome del profitto
aziendale, della propria carriera o di altro tornaconto, sulla pelle degli utenti
e degli stessi lavoratori.
Solidarietà ai lavoratori in lotta:
la solidarietà è un'arma, usiamola!
Impariamo a difenderci sempre meglio da qualsiasi rapina, sopruso e ricatto
di questo sistema.
16 gennaio 2004
I ferrovieri di Linearossa